
Peppe Frana è un polistrumentista, studioso e insegnante italiano di oud, teoria del maqam e rebab afgano, con uno dei percorsi più insoliti della scena world music di oggi. Nato a Cava de’ Tirreni, in Campania, nel sud Italia, si muove tra il liuto medievale dell’Italia del Trecento e le tradizioni modali del Mediterraneo orientale, tenendo entrambi nelle stesse mani senza forzarli in un dialogo artificiale.
Quella che era cominciata come un’ossessione adolescenziale per il rock americano cambiò rotta a vent’anni, quando rimase folgorato dalla musica modale nell’opera di Ross Daly. Ha poi studiato l’oud turco e altri strumenti a corde pizzicate in Grecia e in Turchia — in particolare al Labyrinth Musical Workshop di Creta — formandosi presso maestri viventi tra cui Yurdal Tokcan, Omer Erdogdular, Murat Aydemir, Daud Khan Sadozai e lo stesso Ross Daly. Non un’appropriazione, ma un’immersione sincera e pluriennale nella tradizione del makam.
L’incontro con l’Ensemble Micrologus lo ha avvicinato alla musica medievale europea e al liuto a plettro, ed è diventato uno dei solisti e insegnanti più apprezzati del repertorio del Trecento italiano — un mondo che, nelle sue mani, condivide le proprie radici con la musica modale cretese: modi melodici, ornamentazione e centralità della corda singola. Dal 2013 studia liuto medievale alla Schola Cantorum Basiliensis con Crawford Young. Laureato in filosofia all’Università «L’Orientale» di Napoli, è direttore artistico di Labyrinth Italia e ha collaborato con Ensemble Micrologus, Ensemble Oni Wytars, Christos Barbas, Ross Daly, Vinicio Capossela, Radiodervish e Angelo Branduardi. Tra le sue registrazioni recenti figurano Soma (2023) con il SOMA Trio — Frana all’oud e al rubab afgano — Jinn (2022) e A Maze of Melodies (2020).
Presso la Tapadum Music Academy, Peppe Frana insegna oud, teoria del maqam e rebab afgano online, per ogni livello, dal principiante all’avanzato. Attingendo a decenni di studio presso maestri musicisti e a una comprensione da studioso di come le tradizioni modali orientali e occidentali si intrecciano, guida gli studenti nei modi melodici, nell’ornamentazione e nell’improvvisazione che sono il cuore di questa musica.
