Descrizione
Il Tamburo Udu Professionale n.9 è un udu in argilla rossa tornito, con fasce decorative verde scuro: un tamburo a vaso la cui apertura laterale produce un basso profondo che scivola di intonazione, mentre il corpo risponde ai colpi dei polpastrelli con toni brillanti e asciutti.
Fasce Verdi su una Forma Classica
Il n.9 condivide con gli altri nostri udu la camera a goccia, il collo corto e l’unica apertura laterale rotonda, e li valorizza con il verde scuro. Una fascia verde e una fascia crema con pennellate marroni circondano il collo, una fascia verde sulla spalla porta una fila di tratti verticali arancioni e un fregio verde di pannelli rettangolari avvolge il corpo sotto l’apertura laterale, sopra un ventre in terracotta naturale. Il Tamburo Udu n.8 usa una disposizione simile in marrone e nero, mentre il Tamburo Udu n.7 ha un’unica fascia a mattoncini sul collo.
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Strumento | Udu — tamburo a vaso in argilla |
| Corpo | Argilla rossa di Menemen, tornita e cotta |
| Aperture | Apertura laterale rotonda e collo aperto |
| Accordatura | Intonazione fissa, determinata dal volume della camera e dalle aperture |
| Decorazione | Fasce verde scuro; fascia crema al collo con pennellate; fregio di pannelli rettangolari |
| Artigiano | Ahmet Tashomcu, Menemen (Izmir) |
Come si Suona il n.9
Si suona da seduti, con l’udu sulle ginocchia o su un supporto, così che entrambe le aperture siano a portata di mano. Un colpo rapido a mano piatta sull’apertura laterale, rilasciata subito, spinge l’aria nella camera e produce il basso profondo che scivola di intonazione: il suono che rende l’udu un po’ tamburo e un po’ strumento a fiato. I colpi dei polpastrelli su spalla e ventre danno accenti brevi e asciutti, e una mano tenuta sopra l’apertura del collo sposta l’intonazione.
L’intonazione non si può accordare. Dipende dal volume d’aria all’interno del vaso e dalla dimensione delle aperture, entrambi fissati quando l’argilla viene modellata e cotta, quindi ogni udu fatto a mano ha la propria nota fondamentale. Se ti serve un’intonazione precisa, chiedici prima di ordinare e verificheremo il tamburo disponibile.
Le Origini dell’Udu
L’udu appartiene al popolo Igbo della Nigeria, nella cui lingua il nome significa “vaso” o “recipiente”. I primi udu erano brocche per l’acqua con un foro in più, suonate dalle donne durante le cerimonie; oggi lo strumento si ascolta nelle percussioni a mano, negli ensemble acustici, nelle registrazioni in studio e nella musica ambient o meditativa.
Uno Strumento da Vasaio, da Menemen
Ogni n.9 è tornito da Ahmet Tashomcu, maestro vasaio di Menemen, in provincia di Izmir, che ha imparato a usare il tornio da bambino. Ha vinto il campionato mondiale di ceramica nel 2017 e nel 2019, è iscritto nell’Inventario Nazionale dei Tesori Umani Viventi della Turchia e lavora l’argilla rossa di Menemen, ricca di ferro, sia per i tamburi udu sia per le darbuka in argilla della gamma Tapadum.
Per Chi È
Senza nulla da accordare e con un suono che risponde a un tocco leggero, l’udu è accessibile a chi inizia, mentre i percussionisti esperti ne esplorano il basso lungo e il controllo fine dell’apertura laterale. Scopri tutti i tamburi udu della nostra collezione oppure leggi la nostra guida al tamburo udu per approfondire storia e tecnica.
Conservazione e Cura
Tratta il n.9 come ceramica cotta. Sono gli urti e gli sbalzi improvvisi di temperatura a crepare l’argilla, quindi trasportalo con entrambe le mani sotto il corpo e mai per il collo, puliscilo con un panno morbido e asciutto e non immergerlo mai in acqua. Conservalo in verticale su una superficie imbottita dove non possa ribaltarsi, lascialo arrivare a temperatura ambiente prima di suonare e viaggia con una custodia imbottita.




