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— Cura e consigli per strumenti

Il Fascinante Tar Persiano

Di admin · · 4 min di lettura
Persian tar with its double-bowl mulberry body and long fretted neck, resting in a glowing circle

Cosa imparerai: cosa rende distintiva la costruzione a doppia cassa armonica del tar persiano, come le sue 12 corde e i tasti mobili supportano il sistema microtonale della musica classica persiana, chi ha sistematizzato il repertorio radif che è costruito per suonare, e cosa cercare quando ne scegli uno.

Il tar persiano è un liuto a manico lungo, a doppia cassa, coperto di pelle, al centro della musica classica iraniana, costruito attorno a sei cori di corde accoppiate — dodici corde in totale — e tasti mobili e legati che permettono a un musicista di produrre gli intervalli microtonali richiesti dalla musica modale persiana. È lo strumento principale per eseguire il radif, il repertorio strutturato che ancora la formazione classica persiana.

Questa guida copre come il tar è realmente costruito, perché i suoi tasti si muovono, la storia della tradizione del radif che serve, e cosa controllare quando ne scegli uno.

Costruzione: Un Corpo a Doppia Coppa

La caratteristica più riconoscibile del tar è il suo corpo a doppia camera, tradizionalmente scolpito in legno di gelso e coperto con una sottile membrana — storicamente pelle di agnello — che agisce come amplificatore naturale dello strumento. Il manico lungo è tipicamente in noce, scelto per la stabilità sotto la tensione delle corde. Questa combinazione dà al tar una voce che è simultaneamente chiara e articolata grazie alla membrana di pelle, e brillante grazie alle sue corde d’acciaio.

Dodici Corde, Tasti Mobili

Il tar porta sei cori di corde d’acciaio — dodici corde in totale — tipicamente accordate in coppie all’unisono. Questa configurazione gli dà sia profondità armonica che sufficiente proiezione per guidare un ensemble, permettendo al contempo a un musicista di combinare melodia e bordone in un singolo passaggio.

I suoi tasti sono legati con nylon o budello piuttosto che fissati nella tastiera, lo stesso principio dietro i tasti mobili del baglama e altri liuti persiani e turchi a manico lungo. Questo permette a un musicista di impostare precisamente gli intervalli microtonali per qualsiasi dastgah (sistema modale) stia eseguendo, invece di essere bloccato in un’unica scala a tasti fissi.

Tecnica Esecutiva: Il Dastaneh

Il tar si suona con un piccolo plettro di ottone chiamato dastaneh, tenuto tra le dita piuttosto che impugnato come un plettro di chitarra. La tecnica della mano destra con il dastaneh controlla ritmo, dinamica e articolazione — tremolo, staccato, legato — mentre la mano sinistra gestisce la diteggiatura, gli aggiustamenti microtonali dei tasti e ornamentazioni come glissati e bend. Le due mani dividono il lavoro in un modo abbastanza distinto dalla tecnica occidentale delle corde pizzicate.

Il Radif: Cosa il Tar è Costruito per Suonare

Il radif è il repertorio strutturato centrale della musica classica persiana — un corpus di melodie organizzate in dodici dastgah e i loro modi secondari, funzionando simultaneamente come curriculum didattico e fondamento per l’improvvisazione. Mirza Abdollah (1843–1918), musicista di corte dell’era Qajar, compilò e annotò una delle versioni più influenti del radif, comprendente oltre 200 unità melodiche (gusheh), e la sua sistematizzazione è ancora centrale nell’insegnamento del tar oggi.

Nell’era moderna, musicisti come Hossein Alizadeh hanno portato il tar a un pubblico internazionale e persino esteso la famiglia dello strumento — Alizadeh ha progettato lo shourangiz, un parente più leggero e agile del tar costruito per un approccio tecnico diverso preservando al contempo la sua voce classica.

Scegliere un Tar

Tre cose contano più di tutte quando si valuta un tar. Materiali: un corpo in gelso per una risonanza autentica e un manico in noce per la stabilità sotto tensione. Artigianato: finitura levigata, posizionamento preciso dei tasti e costruzione equilibrata tra le due coppe. Suono: proiezione chiara, tono uniforme su tutti i sei cori, e buon sustain dalla membrana di pelle.

Il nostro Tar Iraniano Professionale di Amin Golestani è costruito secondo questo standard — uno strumento artigianale destinato a musicisti avanzati e studenti dedicati piuttosto che a un primo acquisto occasionale.

Cura e Manutenzione

Conserva un tar in umidità e temperatura stabili — la membrana di pelle è sensibile alle oscillazioni in entrambe le direzioni. Puliscilo delicatamente con un panno morbido, evita un contatto diretto eccessivo con la membrana stessa, e sostituisci le corde secondo un programma regolare piuttosto che aspettare che una si rompa a metà di una sessione.

Domande Frequenti

Quante corde ha un tar persiano?

Dodici corde disposte in sei cori (coppie), tipicamente accordate all’unisono — una configurazione che dà al tar sia profondità armonica che forte proiezione.

Il tar persiano è difficile da imparare?

Richiede una vera dedizione, particolarmente riguardo agli aggiustamenti microtonali dei tasti richiesti dal sistema radif, ma con un’istruzione adeguata è uno strumento gratificante su cui progredire.

Cos’è il radif, e perché è importante per il tar?

Il radif è il repertorio strutturato centrale della musica classica persiana — un corpus di melodie organizzate in dodici dastgah. La sistematizzazione di Mirza Abdollah del XIX secolo è ancora il fondamento da cui la maggior parte degli studenti di tar imparano oggi.

Qual è la differenza tra un tar e uno shourangiz?

Lo shourangiz, progettato da Hossein Alizadeh, è un parente più leggero e agile del tar costruito per un approccio tecnico diverso mantenendo la stessa voce classica persiana — non una versione per principianti, ma uno strumento distinto per uno stile esecutivo diverso.

Di quale legno è fatto un tar persiano?

Il corpo a doppia coppa è tradizionalmente in gelso, scelto per una risonanza autentica; il manico è tipicamente in noce, scelto per la sua stabilità sotto la tensione di sei cori di corde.

Sertan Sarioglu cura la collezione di strumenti a corda di Tapadum e ha trascorso anni a valutare liuti a manico lungo nelle tradizioni mediterranee e mediorientali — oud, saz, baglama e il tar persiano tra questi. Leggi di più da Sertan sulla pagina del team di Tapadum.