Chi Possiede Questi Strumenti?

Il tempo è cambiato

Chi Possiede Questi Strumenti?

Kemençe, Lavta e Darbuka sono “nostri” o “loro”?

Sui social media compaiono spesso discussioni come:

  • “Il Kemençe del Mar Nero è in realtà uno strumento greco.”

  • “Il Kemençe classico non è turco.”

  • “Non esiste una Lavta turca, proviene dalla Siria.”

La maggior parte di queste affermazioni nasce da reazioni emotive e nazionaliste, non da ricerche storiche. La verità è molto più armoniosa: la musica non viene rubata, ma viaggia, si trasforma e si fonde tra i popoli.

In questo articolo analizziamo alcuni degli strumenti più dibattuti, il loro percorso storico e il carattere universale e unificante della musica.

Perché l’origine degli strumenti è così controversa?

  • La storia della musica è molto più antica degli stati moderni.

  • Rotte commerciali, migrazioni, guerre e rituali religiosi hanno sempre favorito la diffusione degli strumenti.

  • Imperi come Bizantino, Ottomano, Abbaside e Safavide erano società multiculturali.

Attribuire uno strumento a una sola nazione è spesso storicamente debole e culturalmente limitante.

Il dibattito sull’origine del Kemençe

Il Kemençe è profondamente radicato in Turchia, Grecia e Caucaso.

Kemençe del Mar Nero

Associato alle regioni di Trabzon, Rize, Giresun e Gümüşhane, accompagna la danza Horon ed è suonato da comunità Laz, Turche, Hemshin e altre.

Kemençe Pontico (Greco)

Per i Greci pontici è un simbolo di memoria, migrazione e identità.

Origini Storiche

Il Kemençe appartiene alla famiglia del Rebab e della Lyra. Fonti medievali bizantine e islamiche ne attestano l’uso. È uno strumento di una geografia condivisa.

Da dove proviene la Lavta? Esiste una “Lavta Turca”?

La Lavta è collegata sia al Oud mediorientale sia al Liuto europeo.
Dal XV secolo è presente nella musica di corte ottomana.

Con “Lavta Turca” si indica una versione accordata secondo il sistema dei Makam, con struttura e tecnica proprie della tradizione di Istanbul.

Darbuka, Bendir e Tamburi a Cornice

  • Darbuka: usata in Turchia, Egitto, Balcani, Levant e Caucaso

  • Bendir e Def: diffusi dal Nord Africa all’Asia Centrale

  • Davul e Zurna: presenti nella musica popolare e militare ottomana

Il ritmo è un linguaggio universale.

Altri strumenti con origini condivise

  • Ney e Kaval

  • Balaban e Duduk

  • Tulum e Cornamusa

Tutti mostrano come le culture si intrecciano.

Scambio culturale, non furto

Gli strumenti non vengono rubati: vengono adottati, trasformati e arricchiti.

Il potere unificante della musica

La musica attraversa confini, religioni e lingue. Racconta una storia comune.

Conclusione

Kemençe, Lavta, Darbuka, Tulum, Balaban e molti altri strumenti sono patrimonio condiviso di Anatolia, Balcani, Caucaso e Medio Oriente.
La musica non divide: unisce.

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